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Check-up AI Act e GDPR per PMI: valuta la tua azienda in 42 domande

Dal 2 agosto 2026 l'AI Act è in applicazione generale. Non riguarda solo chi sviluppa intelligenza artificiale: riguarda anche chi la usa, comprese le imprese che la usano senza averlo deciso.

Inizia il check-up

42 domande divise in 7 aree, circa 25 minuti. Alla fine ottieni un punteggio da 0 a 84, il dettaglio area per area e un piano a 90 giorni costruito sulle lacune che emergono dalle tue risposte.

  • Ogni domanda ha tre risposte: non c'è, c'è ma non è scritta, è fatta e dimostrabile.
  • Sotto ogni domanda trovi l'articolo di legge che la motiva.
  • Rispondi come stanno davvero le cose: un punteggio gonfiato non serve a niente.

Le risposte restano su questo browser per 7 giorni: puoi interrompere e riprendere. I tuoi dati te li chiediamo solo alla fine, per mandarti il risultato.

Questo check-up è uno strumento di autovalutazione a scopo informativo. Non costituisce consulenza legale, non sostituisce un audit di conformità e il risultato non ha valore certificativo. Le risposte sono dichiarazioni dell'utente e non vengono verificate. Per valutazioni vincolanti sulla tua situazione, rivolgiti a un professionista.

Il rinvio di cui si è parlato a luglio esiste, ma è più stretto di come è stato raccontato. Il Regolamento (UE) 2026/1744, il cosiddetto Digital Omnibus, ha spostato in avanti gli obblighi per i sistemi ad alto rischio: al 2 dicembre 2027 quelli autonomi dell'Allegato III, al 2 agosto 2028 quelli integrati in prodotti dell'Allegato I. Tutto il resto è rimasto dov'era.

Quello che è già in vigore, e che riguarda la quasi totalità delle piccole e medie imprese italiane, è tre cose: il divieto di alcune pratiche, applicabile dal 2 febbraio 2025; l'obbligo di alfabetizzazione del personale che usa questi sistemi, dalla stessa data; e gli obblighi di trasparenza verso le persone, dal 2 agosto 2026. A questi si aggiunge il GDPR, che sui dati personali trattati tramite AI si applica esattamente come su tutti gli altri, con un apparato sanzionatorio operativo da anni.

Il problema, nella pratica, non è la norma: è sapere da dove si comincia. Questo check-up serve a quello. Quarantadue domande divise in sette aree, ognuna con il riferimento all'articolo che la motiva, un punteggio da 0 a 84 e un piano a 90 giorni costruito sulle lacune che emergono — non un elenco generico di buone intenzioni.

Le sette aree del check-up

Sei domande per area. Ogni domanda ha tre risposte possibili e vale da 0 a 2 punti: 0 quando la cosa non c'è, 1 quando c'è ma non è formalizzata, 2 quando è fatta e dimostrabile.

1.Inventario e ruolo

Quali sistemi AI usi davvero e in che veste li usi

Il primo adempimento non è un documento: è sapere cosa c'è in casa. Quali strumenti di intelligenza artificiale sono in uso, chi li usa, con quali dati — compresi quelli che i collaboratori hanno adottato di propria iniziativa. E per ciascuno, se l'azienda è fornitore o utilizzatore: è la distinzione che decide quali obblighi la riguardano.

2.Divieti e livello di rischio

Cosa è vietato, cosa è ad alto rischio, dove ti collochi

Alcune pratiche di intelligenza artificiale sono vietate in Europa dal 2 febbraio 2025, e il rinvio del Digital Omnibus non le tocca. Altre sono classificate ad alto rischio, con obblighi che scattano tra il 2027 e il 2028. Questa area verifica se la verifica è stata fatta e, soprattutto, se è dimostrabile.

3.Trasparenza verso le persone

Chi interagisce con la tua AI deve saperlo

Dal 2 agosto 2026 chi interagisce con un sistema di intelligenza artificiale deve poterlo capire, e i contenuti sintetici vanno marcati come tali. È l'obbligo che scatta prima, che si viola più facilmente senza accorgersene e che è più semplice da rilevare dall'esterno: basta aprire il sito e scrivere al chatbot.

4.Competenze e governance interna

Chi usa l'AI sa cosa sta facendo, e con quali regole

L'obbligo di alfabetizzazione sull'intelligenza artificiale è in vigore dal 2 febbraio 2025 e riguarda tutte le imprese, a prescindere dalla dimensione. Non chiede corsi costosi: chiede che chi usa questi strumenti sappia cosa fanno, quali sono i limiti e cosa non va inserito in un prompt. E che sia dimostrabile.

5.Dati personali e GDPR

Cosa entra nei sistemi e con quale base giuridica

È il punto dove AI Act e GDPR si sovrappongono, e dove l'apparato sanzionatorio è operativo da anni. Registro dei trattamenti, informative, valutazioni d'impatto e minimizzazione esistevano già: quello che manca, quasi sempre, è che abbiano seguito l'arrivo dell'intelligenza artificiale in azienda.

6.Fornitori e contratti

Chi ti fornisce l'AI, cosa fa dei tuoi dati

La lacuna più comune nelle PMI, e la più semplice da colmare: sono verifiche contrattuali, non progetti. Accordi di nomina a responsabile, uso dei dati per l'addestramento dei modelli, piani gratuiti usati per lavoro, trasferimenti fuori dall'Europa e catena dei sub-fornitori.

7.Sicurezza, tracciabilità e controlli

Accessi, log, incidenti, riesame

Accessi nominali, registrazioni delle interazioni rilevanti, procedure per quando un sistema produce un output sbagliato, continuità in caso di interruzione del servizio. Sono le cose che non servono mai, finché servono — e sono anche ciò che trasforma la conformità da evento isolato a processo.

Come funziona il punteggio

Ogni area vale al massimo 12 punti, il totale 84. Nessuna domanda pesa più delle altre: un punteggio pesato sarebbe più preciso ma indifendibile davanti a chi chiede perché una domanda vale il doppio di un'altra.

La distanza tra 1 e 2 punti merita una nota, perché è il cuore del metodo: in materia di conformità, una cosa fatta bene ma non documentata vale poco. Non perché la sostanza non conti, ma perché in caso di controllo l'onere della prova è a carico dell'impresa, e «lo facevamo» non è una prova. È il motivo per cui la maggior parte delle PMI che fa questo check-up scopre di stare nella fascia intermedia: le cose le fanno, non le scrivono.

Posizione scoperta

da 0 a 41 punti su 84

Su diversi fronti l'azienda è esposta senza saperlo. Non è una situazione rara, ma va affrontata partendo dalle cose che si sistemano in poche ore.

Copertura parziale

da 42 a 62 punti su 84

Le basi ci sono. Quello che manca è quasi sempre la formalizzazione: cose fatte bene ma non scritte, e quindi non dimostrabili.

Posizione presidiata

da 63 a 84 punti su 84

L'impostazione è solida. Il lavoro che resta è di manutenzione: tenere aggiornato quello che è già stato costruito.

Le sei domande che contano più del punteggio

Sei delle quarantadue domande riguardano obblighi già in vigore e non prorogati. Se la risposta a una di queste è la peggiore delle tre, il risultato lo segnala sopra il punteggio, anche a fronte di un totale alto. Il motivo è semplice: si può totalizzare 70 su 84 e avere comunque un assistente automatico che non dichiara di essere automatico. Il punteggio medio non protegge dalla singola violazione.

Domande frequenti

Il check-up è gratuito?
Sì, interamente, e non è una versione ridotta di qualcosa a pagamento. Al termine chiediamo nome, email e nome dell'azienda per inviarti il risultato in PDF: è l'unica cosa che ti costa.
Quanto tempo serve per completarlo?
Circa 25 minuti se conosci la situazione della tua azienda. Puoi interrompere e riprendere: le risposte restano salvate su questo browser per sette giorni. Se cambi dispositivo devi ricominciare.
Il risultato ha valore legale o certificativo?
No. È un'autovalutazione basata su quello che dichiari, e nessuna delle risposte viene verificata. Serve a capire dove sei e da dove conviene partire, non a dimostrare a terzi che sei conforme. Per una valutazione vincolante serve un professionista.
L'AI Act non era stato rinviato?
Solo in parte. Il Regolamento (UE) 2026/1744 ha rinviato gli obblighi sui sistemi ad alto rischio — al 2 dicembre 2027 per quelli autonomi dell'Allegato III e al 2 agosto 2028 per quelli integrati in prodotti. Divieti, alfabetizzazione del personale e trasparenza non sono stati rinviati: si applicano già.
Riguarda anche una piccola impresa che usa soltanto un assistente conversazionale?
Sì, e spesso più di quanto si pensi. Se il personale usa strumenti di AI serve la formazione di base; se un assistente automatico parla con clienti o fornitori serve dichiararlo; se in quegli strumenti finiscono dati di clienti valgono le regole del GDPR sui fornitori. Sono tre obblighi che non dipendono dal numero di dipendenti.
Cosa fate dei dati che inserisco?
Le risposte e i tuoi dati di contatto finiscono nel nostro CRM per inviarti il risultato e, se lo autorizzi con la seconda spunta, per comunicazioni successive. Il risultato ti arriva comunque anche senza quella spunta. Conserviamo i dati dell'autovalutazione per 24 mesi dall'ultima interazione. Tutti i dettagli sono nell'informativa privacy.

Preferisci leggere prima di rispondere?

La guida «Check-up AI Act & GDPR per PMI» spiega le stesse sette aree con esempi e riferimenti normativi estesi. Il check-up online resta la versione aggiornata: 42 domande, 25 minuti, 12 punti per area.

Vai alla guida completa

Questo check-up è uno strumento di autovalutazione a scopo informativo. Non costituisce consulenza legale, non sostituisce un audit di conformità e il risultato non ha valore certificativo. Le risposte sono dichiarazioni dell'utente e non vengono verificate. Per valutazioni vincolanti sulla tua situazione, rivolgiti a un professionista.